CURA E MANUTENZIONE dei capi

“Un prodotto di qualità in mano a qualcuno che ne ha imparato l’uso e la manutenzione durerà probabilmente di più. Questo va a vantaggio non solo di chi lo possiede e lo utilizza, ma anche di qualcosa di più grande: una maggore durevolezza significa che dobbiamo consumare meno materiale ed energia, produrre meno e distruggere meno”.

(Gränsfors Bruk Sweden)

Anche se spesso ci focalizziamo solo sulla produzione di un capo, l’energia consumata per il lavaggio e la manutenzione costituisce il 25% del suo impatto ambientale (www.onlineclothingstudy.com). Per questo da sempre cerchiamo di fornirvi più informazioni possibili sulle fibre e sulla loro manutenzione ideale. Gli abiti realizzati con fibre naturali sono dei beni preziosi che portano con sé tutte le proprietà della materia prima da cui derivano. Per chi li indossa diventano una seconda pelle, agendo in modo benefico sull’ organismo (proprietà tessuti naturali). Le fibre naturali, a differenza di quelle sintetiche, non sono state create in laboratorio secondo precise necessità, quindi la manutenzione dei capi richiede qualche attenzione in più.

Ecco qui un breve ripasso:
Lava quando serve, quando c’è davvero bisogno. I capi indossati una o due volte, se non hanno componenti sintetiche e se non sono macchiati, quasi sicuramente non necessitano alcun lavaggio.
Arieggia, arieggia e ancora arieggia…far prendere aria ad un capo con regolarità lo rigenera e contribuisce a mantenerlo pulito.
-Il primo lavaggio è il più delicato…abbi qualche accortezza in più.
Non esagerare con il calore! Spesso il lavaggio a freddo o a 30 gradi è più che sufficiente per capi che non sono oggettivamente sporchi ma che hanno solo bisogno di una rinfrescata. Anche in questo caso le fibre ti ringrazieranno. Ricordiamoci poi che se i capi sono un po’ più sporchi una buona strada è armarsi di pazienza e pretrattarli, piuttosto che alzare la temperatura di lavaggio, e garantisce anche un risultato migliore.
Usa i detersivi con parsimonia…spesso sono concentrati e noi li utilizziamo come se non lo fossero. Ricordate che abbondare nella quantità non migliora la pulizia del capo ma lascia semplicemente dei depositi sulle fibre che nel tempo le rovinano.
-Se ti è possibile, non utilizzare detersivi “industriali” nei lavaggi: l’eccessiva quantità di enzimi, spesso chimici, preposti alla distruzione delle macchie organiche, aggredisce le fibre, anch’esse organiche, lasciando buchi e/o macchie.
-Trova un detersivo che lavi! Siamo tutti a favore dei detersivi naturali ma alcuni, purtroppo, non fanno il loro dovere. Un ciclo di lavaggio con un detersivo che non lava bene è uno spreco di acqua ed energia quindi si al naturale (che preserva non solo i capi ma anche la nostra pelle e l’ecosistema) ma scelto con lungimiranza e ricordandoci che lo scopo rimane quello di avere capi puliti.
No all’ammorbidente! Meglio l’acido citrico e se il “problema” è il profumo ci sono moltissimi modi di profumare i capi dopo il lavaggio come ad esempio mettendo qualche goccia di olio essenziale o profumo per tessuti nei cassetti o ancora i vecchi ma sempre efficaci sacchettini di lavanda. L’ammorbidente lascia una patina sui tessuti che aumenta la proliferazione batterica, li rende più soggetti a sporcarsi e attirare pulviscolo e si deposita sulla nostra pelle.
No anche agli sbiancanti ottici che nascondono le macchie ma non le tolgono. Voi volete capi puliti non che sembrino solo puliti giusto? Vietatissimi soprattutto per i tessuti grezzi in color naturale che, se così trattati, nel tempo diventeranno bianchi e perderanno la loro tipica sfumatura calda.
Risciacqua bene, senza esagerare e senza sprecare acqua inutilmente, ma ricorda che un capo deve liberarsi dei residui di detersivo per mantenersi bello e durare pulito più a lungo.
-Un’ottima alternativa alla candeggina è il percarbonato di sodio che smacchia e igienizza allo stesso tempo.
-Per i tessuti più tenaci, come ad esempio la canapa, scegli una centrifuga leggera.
-Se devi lavare tessuti sintetici utilizza una Guppyfriend o altro dispositivo per evitare il rilascio di microplastiche.
-Se hai capi in mischia di fibre la manutenzione sarà tanto più difficile quanto più diverse saranno tra loro le fibre che lo compongono perché una soffrirà il lavaggio che magari è perfetto per l’altra. Qui è difficile dare consigli generali e va valutato caso per caso.
-L’asciugatrice va valutata di caso in caso ma quando c’è la possibilità di asciugare all’aria è sempre preferibile, per un discorso energetico ma anche di durata dei capi che con l’asciugatura naturale si “stressano” meno.
Stira se necessario. Siamo tutti d’accordo che stirare le mutande non ha senso giusto? A casa mia anche asciugamani, pigiami, strofinacci e molto altro non si stirano ma poi qui ognuno ha se sue teorie. Di certo c’è che meno si stira più si risparmia energia e male non fa. Ovviamente certe fibre naturali vanno stirate e in quel caso vi consiglio di farlo quando sono ancora leggermente umide per velocizzare e ottimizzare il processo.

Come lavare la canapa?

L’ideale è a mano in acqua fredda o appena tiepida con un detersivo naturale. Si può lavare a temperature più alte e in lavatrice ma con il tempo la fibra perde un po’ di morbidezza. Centrifuga leggera e poi stirare quando è ancora un po’ umida. In gergo si dice che la canapa “cresce” ed è una cosa molto affascinante di questa fibra secondo me. In pratica assorbendo l’umidità del corpo le fibre si allentano e si allungano visibilmente. Un pantalone potrebbe “crescere” anche di un paio di centimetri dopo una giornata di utilizzo. Quindi non spaventatevi se dopo aver lavato un capo in canapa risulta più piccolo (fatta eccezione per il calo naturale della fibra che solitamente avviene nei primi lavaggi), indossandolo o anche solo stirandolo con un po’ di vapore riprenderà le sue dimensioni reali.

Come lavare la lana?

Il lavaggio della lana intimorisce sempre un po’ ma con qualche accorgimento non avrete alcun problema. La regola numero uno è acqua freddissima, più fredda è meglio è. Che sia a mano o in lavatrice 30 gradi sono già troppi. Detersivo specifico ovviamente. Purtroppo con la lana dobbiamo essere abbastanza metodici e vi consiglio di evitare esperimenti. Le regole per evitare infeltrimenti sono poche ma vanno rispettate e una di queste è usare un detersivo con il giusto ph. Il fatto che non si possa fare la centrifuga invece è un falso mito. Fatela anche veloce ma per poco tempo, in modo da non stressare troppo il capo. Se si tratta di maglieria stendete in piano, altrimenti non è necessario. Vietatissima l’asciugatrice! Va stirata poco, a volte basta un colpetto veloce di vapore perché essendo una fibra molto elastica e resiliente stropiccia poco anche al lavaggio e tende a distendersi da sola se appesa. Prima di tutte queste regole però ce né una d’oro: la lana va lavata poco. È una fibra che rimane pulita molto più a lungo di altre grazie alla sua struttura e alla presenza della lanolina e, per quanto si faccia attenzione, teme l’acqua quindi inutile lavarla se non c’è bisogno. Si può appendere in bagno durante la doccia o fuori la notte ( se non abitate a bordo tangenziale) e l’umidità rigenererà la fibra e toglierà gli odori. Questo vale ovviamente solo per capi senza componenti sintetiche, i quali, favorendo la proliferazione batterica, vanno lavati con maggiore frequenza.

 

Spesso la fretta ci porta a prestare poca attenzione alle necessità di lavaggio dei vari tessuti ma, dedicando solo un paio di minuti in più alla cura dei nostri abiti, è possibile farli durare nel tempo e mantenere inalterate tutte le loro caratteristiche.
Sui singoli abiti troverete, in ogni caso, tutte le specifiche indicazioni (per maggiori informazioni non esitare a contattarci).

Per approfondire il tema dei lavaggi, i vari detersivi e le alternative più sostenibili potete dare un’occhiata alla diretta con Yolee.