Un tema su cui spesso si fa confusione è la ben nota caratteristica della lana di essere antibatterica.

Premessa: io faccio abiti! Non sono un chimico, un medico o altro quindi perdonate la semplificazione di alcuni concetti ma cercherò, compatibilmente alle mie conoscenze in tema, di fare un po’ di chiarezza sull’argomento.

Cosa significa davvero lana antibatterica? Che possiamo indossare un capo all’infinito senza che si sviluppino batteri? Non necessariamente! Partiamo dalle definizioni di antibatterica e battericida:
Antibatterica: limita lo sviluppo batterico o è un ambiente ostile allo sviluppo batterico per determinati motivi
Battericida: elimina i batteri presenti

Partendo dal presupposto che nella quotidianità e in normali condizioni di salute non abbiamo assolutamente bisogno di sterminare tutti i batteri che troviamo nei nostri capi, alcuni dei quali sono anche batteri “amici”, possiamo dire che

battericida non è una caratteristica che ci interessa quando compriamo una maglia in lana (e per fortuna!).

Il fatto che sia antibatterica, invece, costituisce un grande vantaggio in termini di sporco e cattivi odori. Questi, infatti, non sono dati dal sudore in sè ma dai batteri che con calore e umidità trovano l’ambiente ideale, iniziano a riprodursi e con la loro attività di trasformazione di alcune sostanze causano l’odore sgradevole che conosciamo. Alcune fibre sono più adatte a questo tipo di riproduzione e quindi causano più facilmente cattivi odori.
Dipende dalla struttura e dalle caratteristiche chimiche e meccaniche e la lana è l’ideale sotto entrambi i punti di vista. Per la sua peculiare struttura non permette l’annidamento dei batteri. Inoltre essendo ricoperta di sostanze grasse fa scivolare lo sporco. Ultimo punto, ma di fondamentale importanza, è la traspirabilità: se il materiale che indosso traspira, suderò meno e sarà meno probabile creare quell’ambiente caldo-umido che permette lo sviluppo batterico. Secondo lo stesso principio ottime alleate sono la sua capacità di assorbire l’umidità e la capacità di asciugarsi velocemente.

Detto ciò una doverosa pecisazione. Come detto prima la lana non elimina i batteri quindi se siamo sudati e ci infiliamo una maglia in lana in breve tempo svilupperemo comunque cattivi odori. Se invece siamo puliti e profumati e ci mettiamo una maglia in lana, la sera, molto probabilmente, saremo ancora puliti e quasi profumati perchè il numero di batteri presenti è rimasto quasi invariato. Se facciamo la stessa cosa con una maglia in poliestere, la sera, probabilmente, non saremo più molto profumati perchè il numero di batteri sarà vistosamente aumentato.

Un’altra fibra con note proprietà antibatteriche è la canapa grazie alla presenza di cannabinoidi e alla sua alta traspirabilità. Il cotone invece, al contrario di quanto si potrebbe pensare, non ha questa caratteristica e anzi, per la struttura elicoidale della fibra e la sua lenta asciugatura costituisce un ambiente ideale allo sviluppo batterico, per questo andrebbe lavato a temperature più alte.