sostenibilitÀ

Cosa significa davvero sostenibilità? A volte abbiamo l’impressione che questa parola, così bella e densa di valori, si stia svuotando di significato perchè inglobata in un sistema di mercato che la vede legata più alla comunicazione che all’essenza di un’impresa. Fateci caso…quante scritte (rigorosamente verdi e magari con fogliolina annessa) trovate sui prodotti? E, per andare un po’ più in profondità, avete fatto caso ai webinar, ai corsi di aggiornamento o alle talk? “Comunicare la sostenibilità” “Marketing e sostenibilità”. Ma chi ci spiega veramente come essere sostenibili e non solo come comunicarlo? Chi ci racconta davvero cosa sta dietro il bollino della certificazione o la dicitura fuorviante che rappresenta solo un lato della medaglia.

Purtroppo pochi, perchè la sostenibilità è passata direttamente da essere Cenerentola alla reginetta del ballo, in termini di popolarità, ma il restyling esteriore non ha quasi mai coinciso con un profondo cambiamento d’intenti.

Per chi volesse approfondire le definizioni e i ,secondo noi, poetici significati dietro questo termine vi invitiamo a vedere la diretta che abbiamo fatto con Marta Avesani, consulente e formatrice in ambito sostenibilità (perdonandoci per qualche problema tecnico).

che visione abbiamo della sostenibilitÀ?

Per noi la sostenibilità è un tema complesso, un obiettivo ambizioso da raggiungere a cui lavoriamo quotidianamente. Per quanto riguarda i singoli aspetti legati ai materiali o alle modalità di produzione spesso le opinioni sono discordanti. È più sostenibile una maglia in canapa o in poliestere riciclato? È più etica una produzione locale o una delocalizzata ma legata e normata dal commercio equo? Non crediamo esista una risposta giusta ma se dovessimo dare la nostra risposta sarebbe questa: nessuna delle precedenti! A nostro avviso un capo non è sostenibile se non tiene in considerazione un’infinità di aspetti che non si limitano alla materia prima o alla produzione ma fanno parte di un’analisi a 360° dove si considera l’impatto generale che le scelte fatte per realizzarlo hanno avuto, hanno e avranno su di noi e sulle generazioni future.

il nostro impegno in ogni scelta

approvvigionamento

Abbiamo scelto di lavorare con i tessuti naturali perchè sono la risposta migliore al nostro desiderio di realizzare capi confortevoli, durevoli e piacevoli da indossare. All’interno di questo mondo però la scelta si è orientata ai materiali che avessero il minor impatto ambientale possibile dato che purtroppo il termine naturale non sempre va a braccetto con prodotti sani e rispettosi di ambiente e persone. Per approfondire la nostra scelta di materiali visita la pagina ” La scelta dei tessuti” .

Tutti i nostri fornitori sono in Italia, nei distretti tessili d’eccellenza e sono aziende attente non solo a minimizzare il proprio impatto ambientale ma anche a migliorare continuamente la propria produzione in termini di sostenibilità. Possiedono tutte le certificazioni imprescindibili anche se, dal nostro punto di vista, esse sono solo un punto di partenza e non sono sufficienti ad indicare un impegno concreto.

Per scelta acquistiamo quasi esclusivamente tessuti di rimanenza o di campionario (fatta eccezione per alcuni articoli continuativi che facciamo produrre appositamente) ma ci rivolgiamo direttamente al produttore e non ai rivenditori per essere certi di andare alla fonte e poter avere tutte le informazioni sui materiali che andremo ad utilizzare.

IL BENESSERE ANIMALE

Nella scelta di un capo realizzato con fibre animali è importante conoscere la provenienza e non limitarsi alla lettura dell’etichetta che, nonostante sia importantissima, spesso non ci fornisce tutte le informazioni necessarie a scegliere con consapevolezza. Privilegiare aziende trasparenti ci garantisce di indossare capi che non hanno causato sofferenze agli animali, disagi ai lavoratori ed eccessivi danni all’ambiente. Per questo da sempre utilizziamo solo lane certificate MULESING FREE. Se vuoi approfondire leggi l’articolo dedicato a questo tema.

Una cosa poi che vi invitiamo a fare è quella di non generalizzare: la lana non è sempre buona ma non è nemmeno sempre associata a crudeltà e sofferenze. Al di là dei grandi allevamenti, ci sono realtà locali che utilizzano lane di qualità provenienti da piccole greggi gestite nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi. Non escludete a priori una fibra che ha un enorme potenziale di benessere, cercate di informarvi per poi fare la scelta più adatta a voi. Se la vostra decisione di non utilizzare la lana deriva dalla preoccupazione riguardo i maltrattamenti animali, vi chiedo inoltre di riflettere sul fatto che non è detto che le alternative alla lana siano più “rispettose”. Le fibre sintetiche sono ricavate dal petrolio e non serve certo ricordare tutti i danni ambientali causati da questo settore. Inoltre, anche nella manutenzione del capo i problemi continuano perché molte fibre, ad ogni lavaggio, rilasciano microplastiche estremamente dannose che si riversano nei mari con le conseguenze che tutti conosciamo. Una felpa garzata in cotone tradizionale ha rilasciato nell’ambiente una quantità incredibile di pesticidi e agenti chimici per arrivare a noi, ha causato problemi di salute ai lavoratori del settore, inaridito terreni, inquinato falde acquifere, prosciugato bacini idrici. Se invece la felpa è in cotone biologico sicuramente i danni sono di gran lunga inferiori ma è comunque un prodotto che ha percorso migliaia di km per arrivare a noi…siamo davvero sicuri che questi prodotti siano un’alternativa più etica rispetto al maglione fatto a mano dalla signora che abita sulle colline vicino alla nostra città e che alleva da sola le pecore? Lascio a voi la risposta!

Tutto questo non vuole entrare nel merito delle scelte personali che riteniamo sempre legittime e non discutibili, è solo una riflessione sui mille aspetti che si nascondono dietro ogni materiale e che pensiamo sia giusto conoscere.

LE SCELTE PROGETTUALI

La parte progettuale ha un ruolo fondamentale sull’impatto che avrà un prodotto. Bisogna porsi svariate domande e cercare, il più possibile, di trovarvi una risposta. Il capo che sto progettando è semplice e funzionale? Il modello riesce ad ottimizzare il consumo di tessuto evitando sprechi inutili? È resistente e ben fatto? Si adatterà ai cambiamenti fisici di chi lo indossa? È legato a mode passeggere o il suo stile durerà nel tempo? La sua manutenzione è semplice? Sarà in qualche modo riciclabile a fine vita? Se riusciamo a creare un abito con tutti questi requisiti sappiamo di non immettere sul mercato un capo di bassa qualità, che verrà presto dismesso, rendendo così vane tutte le risorse impiegate per produrlo.

produzione lenta

Il nostro catalogo di prodotti è semplice e composto da pochi pezzi. Abbiamo una collezione continuativa a cui affianchiamo delle uscite stagionali. La prima ci permette di proporvi dei capi basici e senza tempo testati e ritestati che sono per noi una garanzia in termini di modelli e materiali. Le collezioni stagionali invece sono studiate per proporvi delle novità che riteniamo interessanti, nuovi tessuti o collaborazioni. Cerchiamo di non rincorrere le tendenze ma di produrre i capi ragionando sulla loro funzione e utilità. I colori sono quasi sempre neutri e pensati per abbinarsi bene tra loro anche mescolando pezzi di collezioni diverse. Le taglie sono morbide o con possibilità di essere regolate a seconda delle varie vestibilità e questo ci permette di produrre meno pezzi per modello. Realizziamo un campionario iniziale per testare i capi, fotografarli e tenerli in esposizione nel nostro laboratorio e tutto il resto della produzione avviene in base all’ordine in modo da minimizzare gli sprechi e le rimanenze. Un’impostazione lenta e calibrata che ha due obiettivi: creare capi durevoli in modo da limitare gli scarti in fase di utilizzo e, a monte, produrre il giusto senza eccedenze.