Il tanto temuto “cambio di stagione degli armadi” può diventare un gioco da ragazzi seguendo un paio di regole che ci semplificano la vita ma che, soprattutto, ci permetteranno di ritrovare le cose così come le abbiamo riposte.

Ogni anno, inesorabilmente, arriva il momento di prendersi una mezza giornata libera, armarsi di pazienza e fare spazio alla nuova stagione che è alle porte. Il cambio dell’armadio: c’è chi lo ama, lo vive con calma e cura e non vede l’ora di iniziare a farlo, quasi come se sugellasse un nuovo inizio; la maggior parte delle persone però lo vive come un’ulteriore incombenza nella frenesia della quotidianità e rimanda il più possibile (della stessa categoria sono quelli che non cambiano l’ora legale e tolgono l’albero di Natale a Pasqua). Che siate dell’uno o dell’altro schieramento questo articolo è per voi.

Ma andiamo con ordine! C’è una differenza sostanziale tra il cambio di stagione estivo e quello invernale quindi occorre prima di tutto fare chiarezza su questo.

CAMBIO ESTIVO (VIA I MAGLIONI, BENVENUTI COSTUMI E PAREI)

Il cambio estivo è forse il più complesso da fare per svariati motivi. La primavera è, in linea di massima, un po’ più dispettosa dell’autunno e ogni anno si ripete lo stesso copione: Aprile, un paio di settimane di caldo, noi tutti felici che ci immaginiamo già in infradito, togliamo i piumoni dal letto, portiamo i cappotti al lavasecco, salvo poi pentircene la settimana successiva e proseguire fino a Giugno stratificando 15 copertine sul letto mettendo 5 magliette leggere contemporaneamente e i sandali con i calzini per la pigrizia di non riprendere quello che è già stato messo a riposare all’ultimo piano dell’armadio.

Ma siamo davvero solo pigri? Assolutamente no!

I capi invernali (quelli seri) sono impossibili da portare se la temperatura si alza a 20 gradi ed è quindi normalissimo che venga voglia di lavarli e riporli per l’anno successivo alle prime avvisaglie di caldo. Dall’altra parte, una volta fatto questo, chi ha l’animo di riprendere i maglioni, toglierli dall’antitarme, rimetterli in uso solo per un paio di volte e poi dover rilavare tutto e ripetere il processo?

Sappiamo che i capi invernali vanno riposti con cura e le dovute attenzioni e chi questo processo lo svolge per bene non ha assolutamente voglia di ripeterlo dopo un mese. Così cisi arrangia come si può.

Una soluzione per ovviare a tutto questo trambusto potrebbe essere tenere sempre dei capi leggeri in inverno e dei capi pesanti in estate…vero, ma io lo trovo poco pratico e queste cose a metà non mi fanno impazzire.

Il mio consiglio invece è di avere sempre nell’armadio 4-5 pezzi no season e cioè quei capi che per materiale e modello possono essere indossati tutto l’anno. Vi salveranno in questi momenti, nei viaggi che sono sempre un’ incognita per il meteo e in molte altre occasioni.

Ma vediamo cosa riporre e cosa invece tenere anche per la stagione calda.

A questo proposito c’è sempre una gran confusione!

Due dritte base per cominciare: pesante non vuol dire necessariamente caldo, leggero non vuol dire necessariamente fresco. Quindi la magliettina svolazzante in 100% poliestere che può passare come sottogiacca invernale, forse è meglio mandarla in letargo per il periodo estivo se vogliamo evitare la fatidica frase: “ma possibile che dopo due ore sappia già questo odore?!” Ebbene si, possibilissimo!

Al contrario, il pantalone in canapa pesante potrebbe venirvi in aiuto anche nelle torride giornate di sole…provare per credere.
Quindi, riassumendo: non è lo spessore o la rigidezza di un tessuto che ne determina la “temperatura”. Certo, non vi sto consigliando di indossare una bella giacca di lana cotta per la grigliata di Ferragosto…per ogni stagione ci sono le giuste pesantezze…ma tenete presente che prima di questo elemento ne andrebbero valutati altri, come la composizione, la struttura del tessuto, il colore e anche la forma dell’abito!

Riassumendo per davvero:

  • largo è più fresco – stretto è più caldo
  • naturale traspira – sintetico no
  • trama larga del tessuto = migliore circolazione dell’aria
  • colori chiari (ancora meglio se non tinti) più adatti all’estate dei colori scuri
  • IL FRESCO LANA VA BENE SEMPRE!

Cosa fare prima di riporre i capi invernali?

Tutti gli abiti al cambio di stagione vanno lavati! Se ci seguite sapete che non siamo degli estremisti dei lavaggi…ma in questo caso è davvero d’obbligo. In particolar modo se si tratta di lana. Le tarme infatti sono particolarmente ghiotte di residui organici e basta poco per permettergli di colonizzare il nostro armadio. Indipendentemente dalle tarme, un bel lavaggio rigenera le fibre e le lascia fresche e pulite per la nuova stagione.

Darò per scontato i lavaggi delle altre fibre, che penso conosciate benissimo, per concentrarmi sulla lana che di solito genera i principali dubbi. In base alla tipologia di lana (e alle vostre abitudini) i capi possono essere lavati a mano, in lavatrice o a secco. Fatta eccezione per l’ultimo, su cui non sono assolutamente preparata, lo ammetto…gli accorgimenti da tener presente sono:

  • Acqua fredda, freddissima…più fredda è, meglio è! 30° quindi non va bene!
  • Un buon detersivo specifico…e qui il momento consigli per gli acquisti, scusate, ma è d’obbligo! Abbiamo introdotto il detersivo Filotimo, il migliore del mondo (secondo noi) per coccolare i vostri capi in lana e cashmere! Abbiamo già fatto i dovuti test sulle cavie più critiche e puntigliose…le mamme! E tutte confermano…una volta provato non si torna indietro! Lo potete trovare cliccando qui.
  • Evitare di lasciare le cose in ammollo per più di 5 minuti. La lana infatti produce calore quando è bagnata e se la temperatura dell’acqua aumenta di qualche grado il rischio di infeltrimento è dietro l’angolo!
  • La centrifuga non va demonizzata purché sia breve!
  • Una volta lavati i capi vanno asciugati bene (all’aria ma non con il sole diretto), meglio in orizzontale se si tratta di maglieria, per gli altri capi non è necessario.

CAMBIO INVERNALE (VIA COSTUMI E PAREI, BENVENUTI MAGLIONI)

Questo cambio è sicuramente più semplice del precedente. I capi estivi infatti sono solitamente realizzati in tessuti meno delicati rispetto a quelli invernali e, in buona parte, non soggetti all’attacco delle tarme. Basta quindi qualche accortezza in meno e si potrà essere sicuri di ritrovare tutto in buono stato l’anno successivo.

I capi che meritano maggior attenzione sono i costumi e in parte anche gli altri indumenti da mare. Vi è mai capitato che un capo indossato in spiaggia per qualche giorno e poi lavato a casa al rientro sapesse ancora quell’odorino di sabbia e salsedine? E’ normale, sole e sale “stressano la fibra” e richiedono un lavaggio adeguato per essere rimossi. Se non lo fate rischiate di ritrovare il capo dopo qualche mese ingrigito o ingiallito e più rigido, oppure di non riuscire più a togliere quel fastidioso odore perché ormai è penetrato nella fibra. Siate certi di averli lavati benissimo prima di riporli! Per i costumi vale lo stesso e anche di più perché essi, avendo solitamente una grande componente elastica soffrono ancora di più la salsedine o anche il cloro e rischiano di “seccarsi”. Altra nemica dei nostri capi ma insostituibile alleata della nostra salute è la crema solare. Usatela in abbondanza ma ricordate di rimuovere bene gli aloni che possono rimanere. Sono macchie grasse: facilmente eliminabili subito ma se vengono assorbite dalla fibra diventano molto più ostiche!

Per quanto riguarda gli altri capi è tutto un pochino più semplice. Inoltre, fortunatamente il passaggio all’autunno, è in genere più graduale e si ha tutto il tempo di procedere per step e riporre via via le cose che non usiamo più.

E se ho capi estivi in lana sarà necessario adottare tutti gli accorgimenti dei capi invernali se devo riporli? Sicuramente il rischio è minore perché durante la stagione fredda l’azione delle tarme è molto limitata ma meglio avere qualche attenzione in più che in meno quindi mi sento di dire di si. Alcuni capi di lana estiva però, se il modello lo permette, sono perfetti per essere stratificati con capi più pensanti quindi non è detto che tutto vada riposto. Al contrario la lana pensata per l’inverno non ha alcun possibile utilizzo in estate salvo escursioni in alta quota.

Ma vediamo cosa riporre e cosa invece tenere anche per la stagione fredda.

Quello che abbiamo detto per l’estate vale anche per l’inverno quindi attenzione non solo alla pesantezza capi capi ma anche alla composizione, alla forma e al colore. Un vantaggio dell’inverno è che ci permette di stratificare di più rispetto all’estate e quindi anche con qualche capo un po’ più leggero, se sovrapposto ad altri, si possono affrontare i primi freddi. Se quando fa caldo quindi devo necessariamente avere dei capi estivi quando fa freddo ho un po’ più di margine…ma, c’è un ma. Questo discorso vale in emergenza (vacanze in cui dovevano esserci 25 gradi e invece ce ne sono 10) o nel limbo del cambio di stagione. In inverno questa regola non vale: non avrò mai una temperatura piacevole se non vesto materiali pensati per l’inverno. Posso stratificare 10 magliette in cotone e poliestere e non avere il comfort di una maglia in lana di medio peso. Stratificare male è l’errore più comune che fanno le persone che mi dicono: “In inverno ho sempre freddo…cosa devo fare?” Risposta: riporre i capi che non sono pensati per l’inverno (alcuni dei quali purtroppo non sono pensati nemmeno per l’estate) e investire in pochi capi di qualità e adatti alla stagione fredda.

Quindi posso tenere nell’armadio invernale qualche capo più leggero da indossare stratificandolo?  Assolutamente si se sono una persona calorosa, se lavoro in ambienti molto caldi, se la mia giornata prevede sbalzi di temperatura o se amo il layering degli abiti. Ma non facciamolo per “avere più caldo” senza prestare attenzione al tipo di strati che andiamo a sovrapporre.

Se vogliamo valutare da un punto di vista puramente di stile e non per forza funzionale capi interessanti da tenere per l’inverno sono i top particolari, magari fatti a maglia, da indossare come gilet, shorts o gonne da portare con la calza pesante, t-shirt da sovrapporre a maniche lunghe alla Sheldon Cooper…ma qui mi fermo perché se ci inoltriamo troppo nell’argomento non finiamo più!

Cosa fare prima di riporre i capi estivi?

Tutti gli abiti al cambio di stagione vanno lavati! La tipologia di lavaggio varia a seconda delle fibre ma in linea di  massima fibre vegetali come cotone, lino e canapa direi 30-40 gradi e così anche le viscose. Ricordiamoci di rimuovere bene tutte le macchie e gli aloni pretrattando e di fare un risciacquo competo senza che rimangano residui di detersivo. Particolare attenzione, come dicevamo, ai capi che ci hanno accompagnato al mare o in piscina.

Dopo il lavaggio aspettare la completa asciugatura prima di piegare e riporre i capi. Se fuori inizia a fare umido e freschino al momento del cambio potete aiutarvi con l’asciugatrice per evitare lo sviluppo di cattivi odori dovuti al lungo tempo di asciugatura.

Regola generale che vale per tutte le stagioni: se avete qualcosa da rammendare, aggiustare, modificare fatelo subito…vi ringrazierete quando deciderete di riprendere ad indossarlo. “Ci penso la prossima stagione”, per esperienza, non è mai una strategia vincente.

ed infine…

A questo punto si possono riporre negli armadi, a cui andrebbe data una pulita veloce almeno ai ripiani, avendo cura di verificare che siano completamente asciutti. Fate un’attenta analisi di cosa può essere appeso e cosa è meglio piegare e dividete per tipologie: vi semplificherà il lavoro la prossima stagione! Per ultima cosa… dato che la prudenza non è mai troppa…procuratevi un po’ di legno di cedro o lavanda e preparate dei sacchettini. L’odore dovrebbe essere sgradito alle tarme ma, dato che non ho prove certe da darvi a riguardo, vi dico che nella peggiore delle ipotesi vi troverete i capi con un buon profumo di pulito .

Per chi invece ha già ricevuto la visita delle tarme o ha molti capi in lana e vuole andare sul sicuro consiglio di armarsi direttamente di antitarme chimici. Non sono il massimo ma buttare via tutti i maglioni è sicuramente peggio.

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